CHIESA SAN NICOLA
Nell’antico castello, ai piedi del torrione, sorge la chiesa di San Nicola – Arcipretura di Capalbio. Sul fianco destro della chiesa si eleva la torre campanaria, le cui bifore permettono di datarla al XII sec. Nel 1919 il campanile fu riparato ed in tale occasione, la piccola torre con cupola di stile senese, che costituiva la parte terminale, fu sostituita da una piramide in mattoni intonacati dell’altezza di m.10.
La pianta della chiesa è rettangolare, con un’unica navata che termina in un’abside a pianta anch’essa rettangolare. Ai lati della navata si aprono, per la sua lunghezza, delle cappelle poco profonde, non comunicanti fra loro e terminanti con arcate a tutto sesto. Nella sola fiancata di sinistra, due lunotti forniscono luce all’interno. L’effetto d’insieme fa quasi pensare ad una pianta a tre navate e ciò appare dalla facciata nella quale si notano, oltre agli spioventi del tetto, altri due spioventi minori ad altezza inferiore. A destra del presbiterio, su di un piano leggermente rialzato, si apre un altro vano, questo più ampio delle altre piccole cappelle, e illuminato da una finestra terminante ad arco. Nella pianta della chiesa si notano anche altri sbalzi: due gradini all’altezza della terza crociera, un altro che immette al piano del presbiterio;
L’estremità ovest dell’Arco Santo termina con una piccola crociera, non costolonata, che, su un lato è sorretta da un capitello romanico. Si ritiene che la parte terminale della chiesa attuale, a partire dai due primi gradini, debba considerarsi il nucleo originario dell’edificio. Una piccola lapide in pietra, al di sopra del portale, reca una data e la scritta “per l’ampliamento e restauro nell’anno 1466 al tempo del Pievano Benigni e gli operai Lorenzo Paolini ed Ottavio Anichini”. L’orientamento attuale della pianta, con l’altare maggiore a levante, è quello di solito rispettato nelle chiese medioevali e potrebbe far pensare che sia lo stesso del nucleo originario. Se nessuna indicazione precisa può essere ricavata, circa le origini della chiesa, dalla sua pianta, maggiori possibilità per una datazione possono essere rinvenute dallo studio sia dei capitelli che dal tipo della copertura.
Le colonne, incassate a metà, dividono l’una dall’altra le cappelle laterali, che sono sormontate da capitelli in pietra serena e forniscono il punto di appoggio delle crociere della volta, che su di esse scaricano il peso della copertura. I capitelli, romanici, sono decorati da simboli quali racemi di uva, palmette, rosette, foglie stilizzate a forma di unghia o convolute, e su di un capitello si notano anche figure di animali, un’aquila ed una leonessa in atto di ruggire, secondo moduli che si ritrovano con una certa frequenza nelle chiese romaniche della campagna toscana e possono essere attribuiti al XII sec.
Da notarsi, in particolare, nel presbiterio, addossate alla parete di fondo, la presenza di due colonne di minore grandezza delle altre, le quali, divise a metà altezza, sono state accoppiate a due altre mezze colonne rovesciate, in modo che le basi sono loro fornite da i due capitelli. Ci si potrebbe chiedere quale sia l’effettiva origine di tali colonne, ma la risposta dovrà essere rimandata allo studio più approfondito del problema.
La volta è costituta da cinque crociere con i costoloni a sezione poligona, grossa chiave di volta con decorazioni ed archi traversi a sezione rettangolare che possono essere attribuiti al periodo romanico fine del XII sec. Nell’ultima crociera, su un campo di stelle bianche con lo sfondo blu madonna, si stagliano 4 medaglioni in cui sono dipinti gli Evangelisti. Il portale principale, terminante con arco a sesto acuto, ha al centro una apertura circolare.
La suggestione del tempio, è dovuta in buona parte ai numerosi affreschi delle pareti: di “scuola senese” (1300) nelle cappelle di sinistra e di “scuola umbra” (1400) nelle cappelle di destra.
Iniziando dalle cappelle di destra troviamo:
1^ CAPPELLA – Madonna con bambino tra santi e sante, sono riconoscibili S. Cristoforo e Santa Lucia.
Lateralmente a destra un santo monaco, a sinistra S.Tarcisio con il calice. Il soffitto di questa, come delle altre cappelle, è decorato da stelle bianche in campo bleu madonna.
2^ CAPPELLA – al centro, una Madonna assisa in trono con il Bambino sulle ginocchia.
Nelle pareti laterali, a destra S. Pietro, a sinistra S. Bernardino da Siena. Ai piedi del trono una donna, probabilmente la committente. Nella parete laterale di destra, un ornato in forma quadrata con al centro una croce. Nella parete di sinistra, uno stemma gentilizio, con le iniziali “B.R.” forse della famiglia dell’offerente.
3^ CAPPELLA - fino a qualche anno fa vi erano rappresentati in due medaglioni, i busti di S. Filomena e di S. Lucia che, pare, non avessero alcun valore. Furono distrutti nell’anno 1966. Nel lavoro di demolizione dell’intonaco, effettuato in quell’anno, sotto il settimo o l’ottavo strato, fu invece scoperto un pregevole dipinto, rappresentante l’arcangelo Gabriele nell’atto dell’annunciazione: ciò fa pensare che alla sua destra fosse la Vergine Maria. Per la sprovvedutezza di chi eseguì i lavori di smantellamento, non solo andò completamente distrutta la figura della Vergine, ma anche l’arcangelo fu deteriorato.
Nelle cappelle di sinistra, iniziando dalla più vicina al portale di ingresso, si presentano i seguenti affreschi:
1^CAPPELLA – questa funge da battistero. In essa doveva esistere un affresco, che nel 1800, fu demolito per permettere l’apertura di una porta che dava sulla via Garibaldi. Il nuovo intonaco fu affrescato nel 1937 dal prof. Bagarini di Siena in occasione del restauro generale della chiesa. L’affresco rappresenta S. Giovanni Battista in atto di battezzare Gesù nel fiume Giordano. Nelle pareti laterali a destra il Buon Pastore, a sinistra la Samaritana e la Maddalena.
2^ CAPPELLA – nella parete centrale vi è raffigurata la Madonna con il Bambino assisa in trono.
Ai due lati suddivise da nicchie terminanti ad arco a guisa di polittico, compaiono varie figure di santi: tra cui S.Caterina e S. Giovanni Battista.. La lettura del dipinto è oggi piuttosto difficile per lo stato di deterioramento in cui si trova, nonostante il restauro del 1937, ma da documenti presenti nell’archivio parrocchiale, risulta che l’affresco sia stato attribuito al Lorenzetti, è certamente dipinto di valore della scuola senese del 1300.
Le figure nelle pareti laterali rappresentano, a destra. S. Nicola e S. Lorenzo, a sinistra, S. Stefano e S. Francesco figura di epoca posteriore.
3^ CAPPELLA – nella parte centrale sono raffigurati: nella parte superiore alcuni angeli in atto di suonare e in quella inferiore, uomini e donne in atto di pregare. La disposizione simmetrica delle figure e la presenza degli oranti potrebbe far ritenere che nell’interno vi fosse un santo al quale era rivolta la devozione del paese. Nelle pareti laterali sono state aperte due nicchie ed in una di esse c’è una statua lignea del 1400 raffigurante S. Antonio.
